Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Denis (del 01/04/2009 @ 18:25:38, in Internet, linkato 417 volte)

"Gara tra i pesci d'aprile"      Google 0 - You tube 1

Sia Google che Youtube si sono dati da fare sfoggiando invidiabili armi creative:


il celebre motore di ricerca ha infatti annunciato una nuova tecnologia di intelligenza artificiale (vedi post CADIE) mentre youtube si è divertito a capovolgere, si avete letto bene,il layout delle pagine relative alla visualizzazione dei filmati proponendolo come un nuovo e innovativo layout.

Non solo...

You tube si premura di consigliarci alcuni trucchi per una migliore fruizione dei contenuti come quello di appendere il monitor del pc al contrario!!!




Fantastico... Sui pesci d'aprile secondo me ha vinto il team di youtube...
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Di Denis (del 01/04/2009 @ 08:02:12, in Internet, linkato 971 volte)

Google CADIE: Con un piccolo link nella Home page Google lancia con discrezione un sistema di I.A.

Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity, di più si può dire ben poco, se non che a 2 minuti dal suo avvio ufficiale questa “entità” si è già creata una home page personale: visibile al link: http://cadiesingularity.blogspot.com/ (manie di protagonismo internettiano in perfetto stile Google? chi lo sa..).

L’idea era nell’aria da anni e non solo in Google: l’autoapprendimento di una intelligenza artificiale basata sulla raccolta e messa in relazione delle informazioni.

Eccola qui. Google CADIE - intelligenza artificiale

Nemmeno Google, come dichiara nella presentazione, è consapevole di dove potrà arrivare questa tecnologia, certo è che il link di accesso alla notizia non risparmia propositi di lungimirante visione: “Ecco a voi CADIE: una rivoluzione per la vostra vita sul Web”.

Che a realizzarla sia Google, da anni così attivo nella raccolta, analisi e gestione delle informazioni non mi sorprende.

Mi lascia piacevolmente divertito invece che questo lancio “in sordina” avvenga proprio il 1° di aprile...

Pesce in vista? Sicuramente sì visto che in Google.com non compare nulla...  ; - )
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Di Denis (del 11/03/2009 @ 19:16:59, in E-commerce, linkato 355 volte)

e-commerce e shopping tradizionale: storia di un acquisto difficile e non solo...



Diciamocelo subito, l’e-commerce non decolla in Italia perchè le aziende leader, quelle che hanno le catene di negozi sul territorio, non si sono ancora decise a entrare in campo seriamente.

Probabilmente non lo fanno per coerenza con il loro business model, che tutto sommato ancora funziona, ancora... Vuoi mettere il piacere di dedicare un sabato pomeriggio allo shopping?

Infatti...

Eccomi allora un sabato di gennaio a fare una rapida valutazione budget/esigenza e avviarmi con amici in un centro commerciale di una ridente cittadina emiliana intenzionato ad acquistare almeno 3 paia di scarpe e un paio cosucce inutili.

Preso dall’eccitazione di chi ha deciso di spendere e pronto a dilapidare una fortuna(si fa per dire...) entro in un negozio di articoli sportivi alla ricerca di un paio di Nike per il tennis.

Tutto sembrava filare liscio finche dopo 5 minuti buoni di attesa non ho notato che nel negozio affollato non c’erano commessi liberi pronti ad ascoltarmi.

Decido allora di scorrere gli scaffali in cerca di un modello che sia di mio gusto e ne trovo due diversi: “perfetto!” penso... “vediamo se c’è la taglia...”.

Mi avvio alla ricerca di un commesso e dopo averne rincorso uno dall’atteggiamento apparentemente sicuro e competente lo placco con stile rugbystico obbligandolo ad ascoltarmi... “Scusi, avete il 46 di quei 2 modelli di Nike laggiù?”

Prontamente con fare tutt’altro che cordiale il commesso esordisce scocciato in un perentorio: “quello che abbiamo è quello che vede”. (Perché, penso, il magazzino lo usate come sala biliardo...? ...ma gli risparmio il commento).

Constatato che non c’era la taglia sugli scaffali esco dal negozio recandomi in quello successivo del centro commerciale, in fin dei conti una catena internazionale del settore sarà abbastanza fornita da avere quanto mi occorre?

e invece no...

Esco un poco seccato dal centro commerciale e mi reco dall’altra parte della città presso un altro centro. Qui finalmente trovo le tennis che cercavo, anzi no, di marca Asics a dire il vero... ed esco fiducioso per cercare il 3° ed ultimo acquisto programmato...

Beh, lasciamo perdere, per farla breve ci ho rinunciato dopo aver visto una commessa cadere sotto una pila di scatole e un’altra perdersi per 15 minuti in magazzino cercando un prodotto che era già in vetrina ma che i fornitori non avevano ancora consegnato...

Bene, di questa esperienza posso dire di aver bevuto un ottimo aperitivo in un bar del centro commerciale... Mentre sorseggiavo un Muller Thurgau(...e mi fingevo anche offeso da un amico che rideva disinvolto della mia sventurata giornata di shopping) non potevo fare a meno di pensare che:

  1. avevo impiegato malissimo 4 ore della mia vita
  2. online, come poi ho verificato, avrei trovato tutto senza difficoltà

Mi sono chiesto allora perché non avessi comprato quanto mi serviva settimane prima dalla scrivania dell’ufficio invece di attendere quel momento, momento nel quale mi sarei poi goduto l’aperitivo indossando le scarpine comode che mi avrebbero recapitato senza difficoltà entro pochi giorni dall’ordine.

Perché?

  1. Perchè non mi ero ancora deciso a farmi una carta di credito ricaricabile? Questo perché non mi fido molto ad usare la carta tradizionale anche se è lo strumento di pagamento più usato per gli acquisti online... (bel controsenso per un consulente web marketing vero?)
  2. Perchè ho sempre il timore che sbaglino qualcosa e debba impazzire per ricevere la merce?
  3. Oppure perchè semplicemente, nonostante abbia fatto già diversi acquisti online, non sono ancora abituato a farlo?

Esatto, forse è proprio l’abitudine il mio vero problema...
Chissà quante altre persone non comprano online perché non sono abituate a farlo, se io che per lavoro conosco tutti gli aspetti del commercio elettronico non ci affondo le mani come possiamo pensare che il commercio elettronico diventi famigliare e decolli davvero?

La chiave di tutto probabilmente è la più scontata: renderlo più semplice e farlo conoscere?

In effetti, anche se gli aspetti comunicativi e di fiducia sono davvero molto importanti in un sito di e-commerce, probabilmente tanti non comprano direttamente online perché, come a volte succede in un qualunque negozio, non è così semplice farlo e se siamo obbligati a sopportare un “calvario” come il mio per comprare in un centro commerciale, non siamo sicuramente pronti e abituati a farlo in rete.
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Di Denis (del 31/01/2009 @ 17:01:42, in Internet, linkato 243 volte)

Un bug del famoso motore di ricerca Google segnala per 15 minuti tutti i siti come sospetti...


Anche i migliori sbagliano... sorridiamo nel vedere che qualche volta anche Google cade in fallo...

E' successo oggi che, a qualunque risultato, il "fantamotore" segnalasse tutti i siti risultanti dalle ricerche come potenzialmente dannosi...
Ovviamente il problema è sotto indagine e attualmente Google funziona correttamente.

Bello sapere che anche lui può sbagliare. : - )

Vedi Articolo su Repubblica.
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Di Denis (del 29/01/2009 @ 14:42:16, in Facebook, linkato 353 volte)

I navigatori protestano e Facebook  risponde chiudendo il gruppo che a poche ore dalla strage, aveva raccolto diversi fan.

Non mi interessa in realtà riportare la notizia in sé, bensì fare una digressione un poco più ampia su internet e su quello che rappresenta oggi.

Taluni si lasciano prendere dall’euforia libertina di Internet, altri dal clima di diffidenza e sospetto di quello che viene considerato terreno fertile per ideologismi, terrorismo, truffe e delinquenza.

In realtà, se riusciamo con serenità ad entrare e uscire da questo universo parallelo, ci accorgiamo che Internet, tutto sommato, si gestisce da sola.

Facendolo anche abbastanza bene sembrerebbe… Si perché anche in questo caso il buon senso delle persone “normali” viene fuori e alla pubblica indignazione risponde un provvedimento efficace e tanto risoluto quanto nessun governo probabilmente sarebbe in grado di fare.

Questo è un esempio molto specifico e si potrebbero forse trovare sul web altre decine di casi positivi e negativi per farne materia di discussione; è lampante tuttavia come il tessuto sociale esterno alla rete si stia replicando piano piano anche dentro internet, con le sue dinamiche e con le sue bizzarrie.

Chissà… e se fino ad oggi internet fosse cresciuta tanto per il gusto del nuovo, del diverso e del bizzarro legato alla minoranza che rappresentava e agli estremi comportamentali che inglobava?

Ma allora domani? Non è che ci stancheremo di Internet appena sarà omogenea a tutto quello che c’è fuori? Speriamo di no…
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Con Social Network Magazine (SN Magazine) le reti sociali approdano sulla carta…

E’ bello vedere come i media tradizionali stiano prendendo a braccetto il web e il fenomeno dei social network, bello soprattutto perché lascia ancora una volta il dubbio su chi ne avesse più bisogno (vedi articolo su Myspace e TV).

Ora tocca alla carta stampata attingere dal web per avere contenuti di interesse per il largo pubblico, finendo per creare sinergie proprio la dove un tempo potevano esserci solo contrasti e diffidenza.

Che l’evoluzione più grande di internet fosse uscire dagli schermi dei pc non avevo dubbi, che finisse anche sulla carta stampata mi lascia piacevolmente sorpreso.

…e resto inesorabilmente affascinato da quanto internet sia oggi davvero una “cosa viva” che cresce da sola.

Fonte: http://www.affaritaliani.it/mediatech/editoria-social-network210109.html
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Di Denis (del 21/01/2009 @ 09:43:27, in Web Marketing, linkato 330 volte)

MySpace Widget per la TV, con Intel, Yahoo e Toshiba il social network in TV

Da almeno un paio d'anni un dubbio si è fatto piano piano certezza nei miei ragionementi sulla rete e sul marketing: quello che il grande salto di internet nella vita delle persone e nella loro quotidianità sarebbe arrivato, come un'onda di piena inesorabile, quando internet fosse finalmente uscita dallo schermo di un computer.

Già da tempo la navigazione e le e-mail arrivano sul nostro cellulare, da un poco meno possiamo seguire i nostri contatti con messenger e con facebook mobile. Tutto fantastico, vero, a parte qualche compromesso di praticità e velocità che ci limita ancora…

Oggi però c’è una novità…      Internet, nella sua più moderna rappresentanza, quella dei social network, esce e approda in TV.

Ma come? La vecchia signora della comunicazione e dell’informazione, attuale nei numeri ma superata nella tecnologia, ha preso per la mano la nipotina “ipertecnologizzata” e un poco frivola decidendo di accompagnarla nel suo passeggiare…?

La rete ha bisogno della TV per crescere o la TV ha bisogno della rete per non affondare?

Qui mi viene da sorridere… Si perché se da un lato il vantaggio per internet e My Space in particolare questa volta non si discute, dall’altro credo che questa vittoria della rete sia in realtà più una sconfitta per la TV.

Mi spiego con una domanda: quanto questa conquista di MySpace è stata sudata e strappata con i denti e quanto la TV, con orecchio da mercante, è scesa ad un compromesso storico per salvarsi da un tragico destino?

Credo che l’uscita di internet dai pc coincida con il lento declino del potere televisivo sull’informazione e sul mercato dell’advertising, chi abbia fatto il primo passo non si saprà mai, certo che i tempi erano maturi: My Space ha bisogno di contrastare la crescita virale di Facebook, il sistema televisivo di frenare la lenta erosione di spazio, tempo e denaro che la rete gli sta causando.

A livello di comunicazione penso ci guadagnino soprattutto gli utenti, con opportunità di maggiore centralità come “punto di ascolto e fruizione” dell’informazione e dei contenuti; di fatto questo accordo apre nuove prospettive, vedremo…
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Di Denis (del 21/01/2009 @ 07:57:14, in Directory e Aggregatori, linkato 288 volte)
Sono sempre più importanti nella promozione e diffusione dei post del proprio blog i servizi di aggregazione feed.
Volevo segnalare per un fatto di cortesia:

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Di Denis (del 16/09/2008 @ 19:15:41, in Web Marketing, linkato 347 volte)
C'era una volta...
Oggi esco un poco dalle news accademiche sul web marketing per raccontare una esperienza che mi capita sempre più spesso quando mi muovo tra le PMI desiderose di uno “spazio” sul web:  l’ incontro con il temibile titolare tutto-fare…

Un navigatore curioso
Ormai il web si tocca con mano e se ne intuisce più facilmente il potenziale, non è un caso perciò se persone dotate di creatività e intelligenza, quali generalmente gli imprenditori sono, si immergano nelle dinamiche del web marketing spinti dalla curiosità e dalla accessibilità degli strumenti.

Che volle costruire una barca
A volte però il buon senso viene meno e l’euforia iniziale per un risultato anche minimo portano l’incauto neo-webmarketer a pensare di potersela cavare da solo, investendo spesso un tempo e risorse sproporzionato al risultato ottenuto.

E si bagnò fino ai capelli
Oggi però voglio sorridere di questo, perché è quella stessa curiosità che anni fa mi ha spinto verso l’informatica prima e verso il web marketing poi, tuttavia ad un certo punto bisognerebbe lasciare lo spazio all’esperienza.

Esempio: ci sta che mi metta a cambiare una lampadina a casa mia, se devo installare un citofono però chiamo l’elettricista..   non so se mi spiego?

Almeno ogni tanto si ride...
Ecco una immagine che lo sintetizza bene, non chiedetemi da dove viene perché non lo so, eventualmente segnalatemelo che sponsorizzo l’artista…

etichetta metafora sul web marketing profezzionale

Avete altri esempi di questa metafora?   Ciao!
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Di Denis (del 03/03/2008 @ 23:35:19, in Web Marketing, linkato 575 volte)
Il sistema resiste e il terremoto forse è passato... Vi ricordate Internet? La nuova opportunità che alla fine degli anni novanta sembrava il trampolino di lancio per tutte le economie e tutte le imprese? Crollò miseramente dopo pochi anni sulla scia di uno scetticismo economico, storico e politico e sembrava dovesse restare “roba da tecnici”.

Ma non era così... Internet si è rialzata più bella che mai quando a forza di idee su idee il pubblico e il mercato l’hanno seguita. Ma cosa è successo? Semplicemente coloro che 10 anni fa sfioravano internet per paura di scottarsi sono i nuovi imprenditori e clienti del sistema economico mondiale e di internet ne comprendono bene le dinamiche. Sembra naturale e semplice detto così e in fin dei conti lo è.

Poi un giorno internet e i suoi pargoli, forse non paghi di questo affollamento della rete, forse vistisi privare del “giocattolo riservato a pochi” cosa partoriscono? Second Life.

Non è con spirito critico che descrivo così l’ultimo fenomeno della rete ma lasciatemi perlomeno l’ironia di dipingere come un immenso teatro dei burattini questo esperimento tecnico-sociale.

Un teatro dove non ci accontentiamo più di impersonare nelle parole allusive, scritte dal nostro nickname, ciò che non riusciamo o non vogliamo essere; ma ecco che, come per un incantesimo elettronico, la nostra vita (seconda vita J) prende sembianze colorite e si muove oltre l’umana possibilità, mentre noi stupiti e contenti tiriamo i suoi fili incanalando il nostro tempo e il nostro denaro tra le pieghe di cartone di questa scatola nella scatola.

Si perchè se all’alba di internet il claustrofobico grido di aiuto di taluni può oggi far sorridere, pensando magari ai limiti della nuova realtà virtuale, ...e del rischio di finirci dentro imprigionati come l’alter-ego sano di un pazzo schizofrenico, forse ridiamo meno.

Più guardo il fenomeno second life e più mi convinco che il virtuale nel virtuale è davvero una sconfitta per l’uomo e la sua capacità di relazionare e di vivere.

Sembra quasi che:

  • dopo esserci chiusi in casa
  • dopo esserci rifugiati nelle mail e negli sms
  • dopo aver anteposto a noi il nostro nickname in messenger o in una community

... stringiamo ancora il recinto ed entriamo in un’altro mondo virtuale, ma ancora più virtuale del primo! Assurdo...

La chiamerei Agorafobia Virtuale. La piazza di internet è già troppo grande per alcuni di noi oppure più entri in fondo al tunnel più l’orizzonte si allarga? Chi ha ragione? Boh...

Mi rendo conto che dai miei commenti traspare un grande scetticismo verso second life ma la mia posizione è in realtà diversa.

Trovo second life un’ idea interessante nata da un’intuizione tecnologica-sociale, quella di unire gli avatar dei giochi di ruolo tradizionali al concetto di community e spostare il gioco dalla storia alla vita.

Qualcuno ci sta anche guadagnando:

articolo su "La Repubblica

o forse come nel multilevel (le catene di sant’antonio, il piramidale, ecc.) guadagnano solo i primi che arrivano, quelli che sono in cima: inventano il gioco, creano un mondo e poi lo vendono. Risultato? La folla si litiga gli avanzi...

In realtà c’è molto di più: moda, intrattenimenti, sesso, immobili. La Seconda Vita ha una sua economia, si perchè i “negozi” escono anche dal gioco e tornano nel virtuale:

http://www.babelefashion.it/

Quanto dovremo aspettare per vedere un Second Life store a Milano? Avremo il punto di congiunzione tra l’essere reale e l’essere virtuale.

Io la butto lì, se nessuno ci ha pensato copiate pure...

Da consulente web marketing aggiungo un piccolo appunto: come internet è esplosa quando ha prodotto sulle masse risultati tangibili e misurabili, così Second Life diventerà centrale nel marketing delle imprese quando se ne capiranno appieno le dinamiche economiche e i punti di connessione con la società e i media saranno più definiti e meno limitati di qualche servizio al telegiornale.

A patto che SL sopravviva alla sua gestazione innovando e assecondando il mercato.

La cosa più ironica di tutto questo articolo, pensandoci, è che sto aggiornando il mio BLOG mentre CHATTO con MESSENGER insieme a due amici, di cui per fortuna conosco anche il nome vero oltre che il NICKNAME.

Morale: se qualcuno è già caduto nel pozzo con il suo AVATAR in spalla ho l’impressione di essermi sporto non poco a guardare in quello stesso pozzo.

Cadrò dentro anch’io?

Un saluto.

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